Vi siete mai chiesti perchè decine di popoli avevano il pallino di conquistare noi siciliani? bhe se escludiamo che fosse solo un modo per argomentare le loro scaramucce e anche, che i vari re giocassero a risico, mi sa che ci ritroviamo a supporre che la terra di Sicilia era ambitissima per la sua posizione centrale e per la sua florida terra. È un vero peccato…non poter accettare l’ipotesi del risico… sarebbe stato bello vedere tutti i re della terra, che una volta tanto, si riunivano solo per una partitina senza armi... Questo preambolo per introdurre la storia della mia città (bhe...una volta che ci hanno onorato di questo titolo...sfruttiamolo no?). la nostra storia comincia un bel po’ di secoli fa…nel Neolitico, quando un gruppo di uomini preistorici decise di trasferirsi da queste parti. Credo fosse un giorno come tanti altri quando uno di loro esclamò con voce rauca e di costa “ Carù amunì di Scifalù…”. Il motivo del trasloco fu tutt’altro che felice… le scorribande di nuovi popoli spinse i nostri antenati a una fuga verso l’interno. Se pensate che le donne neolitiche fossero felici di queso cambiamento, a mio parere vi sbagliate di grosso, perchè nonostante stoviglie e varie fossero ridotte al minimo (massimo il bracerino con il fuoco), la donna è sempre la donna e di un trasloco si lamenta a prescindere “ tu essere pazzo! Io non lasciare scefalù! Dovere portare servizio buono d’argilla!!!”. Fatto sta che alla fine volenti o dolenti si trasferirono nei nostri boschi, colonizzando soprattutto le grotte e contrada Bergi. Come faccio a saperlo? Ma no! Non c’ero ancora… è tutto merito dei diversi reperti archeologici (tra cui un giorno o l’altro riemergerà il servizio buono d’argilla?) che si sono rinvenuti un po’ ovunque e che un nostro caro concittadino eclettico, Francesco Minà Palumbo, si è divertito a collezionare e recuperare. Molte punte di freccia, cranei e altri reperti sono tuttora esposti al museo Minà Palumbo (dedicato sempre al nostro geniaccio). Tra colonizzazioni sicule e sicane trascorsero gran parte dei primi secoli…finché una colonia Greca o forse addirittura Cretese arrivò a rompere le uova nel paniere agli abitanti…. Si stabilirono dove ora sorge piazza Margherita e per non farsi mancare nulla costruirono un bel tempio con tanto di colonne. E poiché ogni buona colonia che si rispetti ha un suo idolo…anche da noi sorse il culto del dio sole. Il villaggetto continuò a crescere e il culto del dio sole fu, in un secondo tempo, affiancato dal culto della dea Afrodite. Ora dico, un bosco come il nostro…poteva non ispirare a quelle menti fantasiose dei greci un bel mito??? Nacque così Dafni, il bel pastore, che vagava tra i boschi danzando e suonando con le ninfe. Al borghetto fu dato nome di Ypsigro che vuol dire luogo salubre, ameno (buon gustai!). La solita donnina greca tutta imbellettata non ci ha lasciato testimonianza del suo passaggio e neanche il marito è stato molto propenso a lasciare sue trac
ce…che timidoni! Ma fortunatamente si sono conservate le colonne dell’antico tempio,il cippo del dio sole, dei resti marmorei riutilizzati e le copie di alcune statue originali. Ma i timidoni non sono stati così bravi da occultare tutto…infatti non saranno rimasti i vasi da collezione della signora…ma sono rimaste incancellabili testimonianze antropologiche di cui vi parlerò altrove (se no….che matrioscke!). E poi ecco anche i romani… “ Ao…namo a prende la sicilia…” ed eccoli… a lasciare la loro impronta culturale…. Neanche loro però si sono decisi a lasciarci un bel teatro o un acquedotto…cattivi… (Continua...)